SELINUNTE

Selinunte, colonia di Megara Hyblaea fondata nel 628 a.C. (secondo Tucidide, data confermata dai rivenimenti di ceramica del Corinzio Antico) o nel 651 (secondo Diodoro, in rapporto con la fase di benessere di Megara e di monumentalizzazione della sua agora), tra i fiumi Belice (antico Hypsas) e Modione (antico Selino), a sua volta madrepatria di Thermae (Sciacca) e Herakleia Minoa (presso Cattolica Eraclea), ebbe un ruolo particolare in un territorio in cui erano presenti e forti le componenti fenicio-puniche, elime, indigene.
A Selinunte si attestano continue metamorfosi a livello diacronico e sincronico, e si possono distinguere differenti fasi che ne scandiscono le dinamiche insediative:
- il momento della fondazione e di presa di possesso del territorio
- la fase greca (VI a.C.-409 a.C.)
- il periodo che intercorre dall'occupazione punica alla deduzione della colonia romana Helvia Augusta Lilybetanorum (Marsala) dove furono spostati gli abitanti (seconda metà del IV-250 a.C.)
- il probabile hiatus (mancanza di frequentazione) tra il II a.C. ed il II d.C.
- la ripresa della vita del sito nel V sec. d.C. (testimoniato da una lucerna con l'iscrizione donatista Deo Gratias) fino alle distruzioni perpetrate da Genserico (440 d.C.)
- la fase cristiano-bizantina (535-827 d.C.)
- le tracce di occupazione del sito durante le età arabo-normanna, sveva, angioina, catalano-aragonese (le monete e le maioliche dell'ultimo strato datano l'ultima occupazione dell'acropoli al XIII-XIV sec.)
A Selinunte non esiste una continuità urbanistica moderna che abbia intaccato la conservazione delle strutture antiche. Dalla riscoperta del sito ad opera di Fazello e fino al 1823 il sito restò abbandonato, tappa dei Viaggiatori del Grand Tour e degli studiosi di archiettura.
I resti della Selinunte greca testimoniano la grandezza della città durante il periodo arcaico e classico; gli eventi storici connessi al 409 a.C. e l'istallarsi della nuova comunita' punica determinarono cambiamenti e trasformazioni dell'assetto della città; infine, particolare importanza dovette avere il sito in età Tardoantica, quando fu ripopolato, dopo un lungo hiatus (sicuramente tra il II sec. a.C. ed il II d.C., ma forse fino al V sec. d.C.), prima dai Donatisti e dagli Ariani in fuga, e quindi dai cristiano-bizantini (535-827 d.C.). A quell'epoca Selinunte era probabilmente uno dei principali porti per l'Africa assieme a Lilibeo e Mazara.

FOTO: Vista dell'area dall'alto (Google Earth) | I resti del Tempio di Selinunte


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